Si torna a sparare sul Golan

Dopo tre giorni di colpi di mortaio sparati oltre il confine siriano, Israele ha risposto con il fuoco dei Tammuz. Nessuna vittima, ma un’unità dell’artiglieria di Damasco è stata colpita nel Golan. “Domenica avevamo avvertito i siriani”, spiega una fonte dell’Esercito di Gerusalemme: ieri, invece, “abbiamo colpito il bersaglio”. Il ministro della Difesa, Ehud Barak, aveva minacciato una reazione israeliana se la Siria avesse continuato a sparare nell’area del Golan, ripetendo che Israele non ha alcuna intenzione di farsi coinvolgere nella guerra civile del paese vicino.
13 NOV 12
Ultimo aggiornamento: 02:31 | 9 AGO 20
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Dopo tre giorni di colpi di mortaio sparati oltre il confine siriano, Israele ha risposto con il fuoco dei Tammuz. Nessuna vittima, ma un’unità dell’artiglieria di Damasco è stata colpita nel Golan. “Domenica avevamo avvertito i siriani”, spiega una fonte dell’Esercito di Gerusalemme: ieri, invece, “abbiamo colpito il bersaglio”.

Il ministro della Difesa, Ehud Barak, aveva minacciato una reazione israeliana se la Siria avesse continuato a sparare nell’area del Golan, ripetendo che Israele non ha alcuna intenzione di farsi coinvolgere nella guerra civile del paese vicino. I ribelli siriani, invece – come riporta il Jerusalem Post – sono convinti che Gerusalemme stia sostenendo Bashar el Assad.

“Non permetteremo che i nostri confini siano violati e colpiti dal fuoco”, ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, mentre il segretario dell’Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto alle parti di porre fine alle provocazioni e alle rappresaglie.

La tensione è alta anche al confine tra la Siria e la Turchia: un bombardamento lealista sulla città di Ras al Ain, nel nord del paese, ha causato il ferimento di tre persone, tra cui un soldato turco. “La Nato è pronta ad aiutare, proteggere e difendere la Turchia”, ha detto il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen.